“… E il caso, per esempio, dell’opera intitolata Ordito che trama se stesso (1983), titolo che spiega egregiamente lo svilupparsi di una trama concettuale, che impegna il tessuto (superficie e pelle) dell’opera a tessere se stesso e a diventare un volume abitabile (un corpo), splendida metafora della topologia dell’arte, vale a dire della sua totale flessibilità a trasmutarsi da un piano all’altro dei significati e dei generi, tutti comprendendoli nella sua infinita (indefinita) interpretabilità. …”
Ernesto L. Francalanci – La corona quadrata




