In- cornice – Arte in Laguna – Venezia

In- cornice, Arte in laguna. 
Arte per l’acqua, nell’acqua, per la laguna di Venezia, la laguna, i canali, il canale dei petroli,
il Petrolchimico, le maree le correnti i bassi fondali, i panorami lunghi le nuvole all’orizzonte,
le barene le isole deserte le isole degli uomini.
Ratio-natura. Dilemma. Acqua, pescatori. Equilibrio. Ma sì: i pescatori. Punteggiano lo specchio file di galleggianti che allineano le reti sott’acqua. Con una bandiera di segnale sulle aste. Ecco, sottolineare il problema: una cornice di galleggianti vibrante di bandierine rosa shocking.
A scala della laguna: una nave sul mare è piccola, in bacino S.Marco enorme.
Progetto: ventiquattro metri per ventiquattro, cinquecentosettantasei galleggianti legati ad una rete invisibile ancorata ai quattro angoli. E come si realizza? Dove? Chi? Venezia, Jesolo, S.Margherita, Caorle…ping pong da Toni a Nane, chiedi, botteghe di pesca, fabbriche di reti,
un mondo…Giovanni, detto Masorin: il più matto ed ottimista dell’alto Adriatico. Tutto per la pesca a Caorle. Si può fare? Sì! Problemi? No! Dove? Nel “Cason” lungo il taglio del Livenza, così poi si imbarca tutto sul mio peschereccio per Venezia. E gli uomini? Ce li ho. Quanti “schei”? Tot. OK, vai… Cinquecentosettantasei galleggianti rotondi con foro: fabbrica di poliuretano di Motta; cinquecentosettantasei aste in plastica nera da idraulico; cinquecentosettantasei bandierine rosa shocking dalla veleria di Muggia. Dipingi di verde
i galleggianti, attacca le bandierine alle aste, incolla le aste ai galleggianti. E i contrappesi? Cinquecentosettantasei contenitori da fiori riempiti di cemento e voilà. E la rete? Alfio e Angin, esperti e pensionati, sulla spiaggia: tesano cordini neri a maglia cinquanta centimetri per cinquanta e legano. Fatto! Tutto pronto: a Venezia!!! Scontro immediato con le strutture:
le chiuse non aprono, il ponte girevole non gira, il peschereccio-porcospino, con i suoi venticinque quintali di verde-rosa, attende la bassa marea. In laguna, finalmente.
Tra S.Servolo e gli Armeni. Masorin, Bocia, Buranel, Duce e Menossi, tesano la rete agli ancoraggi e a cento a cento scaricano sulle barche più piccole e attraccano i galleggianti.
Ah! i nodi dei pescatori: i galleggianti anarchici come papere, si slacciano e se ne vanno…
Che si fa? Fibbie da elettricista, non annodano strozzano: tengono? Tengono.
Dunque? Finito due giorni prima dell’inaugurazione! Il risultato? Commovente. E’ vivo.
Vibra ad un alito di vento. Si muove… al passare dell’onda. Pulsa rosa-verde a contrasto
coi grigi e gli azzurri dell’acqua e del cielo. In-cornice:il quadrato, costretto al rapporto,
sta al gioco, si adatta alla situazione, non rinuncia alla sua natura ma si flette e si
immedesima con gioia al contesto. Un trionfo… Di breve durata. La notte del dieci agosto, quando le stelle disegnano la loro sfolgorante minaccia, sei ore di bora hanno sfidato
la condiscendenza del “quadrato”, logorandone la capacità logica, per distruggerlo,
liberando le piccole valenze rosa e verde,
nella volontà recondita di un ritorno alla originaria anarchica vita di papere…
Epilogo. 10 luglio 1997. Due anni dopo. Spiaggia dell’isola del Morto ad Eraclea.
Camminiamo tra le curiosità che il mare aggroviglia e che qui lascia, perché qui l’uomo
non pulisce. Cos’è quell’oggetto verde? Consumato, sbrecciato ma riconoscibile,
è uno dei cinquecentosettantasei galleggianti: liberatosi dell’asta e della bandiera è uscito
dalla bocca di Malamocco, ha attraversato l’Adriatico fino all’Istria e seguendo la corrente
è stato buttato dalla bufera del secondo inverno sul lungomare del Morto, a raccontarci
che l’avventura, per chi tiene duro, può continuare.

E’ un’opera umorale,
un oggetto vivo che pulsa:
piange con la pioggia,
brilla con II sole
si deforma con il vento,
può esser modificato
o distrutto dal vento di bora,
ha l’umore del tempo.

© Marisa Bandiera Cerantola – testo di Paolo Bandiera – da Marisa Bandiera Cerantola Le opere e i giorni

Arte Laguna ’95

 

Opere d’arte per la laguna di Venezia, con il patrocinio di: La Biennale di Venezia, Edizione del Centenario, Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.
Arte sull’acqua, un’esperienza unica di supporto acquatico per opere d’arte contemporanea nell’area urbana di Venezia.

In- cornice

A una rete a passo molto largo vengono agganciati 576 galleggianti in poliuretano. Nella parte centrale di ogni galleggiante, viene infilata un’asta in giunco con sopra una bandierina in tessuto velico leggero di colore rosa.
Sotto ai galleggianti un contrappeso permette il perfetto bilanciamento, che ad ogni movimento provocato dalle onde o dal vento riporta in equilibrio il tutto. L’insieme è di 24X24 metri, e forma una cornice con un foro quadrato al centro.

Opera costruita nel Cason di Brian (Caorle – VE) da Masorin, Alfio, Angin e Daniele. Montata in laguna da Bocia, Buranel, Duce e Menossi.

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